Aprire un’agenzia di infortunistica stradale

 

Aprire un’agenzia d’affari per consulenze nel settore dell’infortunistica stradale, oggi rappresenta una valida opportunità lavorativa per giovani in cerca di occupazione o per coloro che vogliono reinserirsi o lanciarsi in un’attività in proprio, stimolante e dinamica.

Il patrocinatore stragiudiziale è una figura intermedia che si pone tra il privato che è stato vittima di un sinistro e l’ assicurazione, in modo da ottenere per conto del cliente il giusto risarcimento del danno subito ed in tempi brevi.

E’ un lavoro dinamico, per persone tenaci, che non si arrendono davanti agli ostacoli della vita. C’è sempre una possibilità di soluzione o mediazione. L’attività si svolge in parte in ufficio dove si incontrano i clienti ed in parte all’esterno presso le carrozzerie, gli ospedali e le sedi dei centri liquidazione danni delle singole assicurazioni.

E’ un lavoro che coinvolge molto emotivamente chi lo svolge, perché si è a contatto con persone in difficoltà ed a volte con grossi problemi fisici da risolvere, ed in alcuni casi si tratta anche di bambini molto piccoli che restano menomati irrimediabilmente.

Non è richiesto un particolare titolo di studio ma è indispensabile seguire dei corsi (a costi contenuti) della durata di qualche giorno per imparare le basi legali, amministrative e gestionali dell’ attività.

Per aprire un’agenzia di infortunistica stradale non è necessario l’ autorizzazione del prefetto ma basta aprire la Partita IVA all’Ufficio delle Entrate e iscriversi alla Camera di Commercio come Agenzia di Affari.

L’investimento è molto limitato: basta un piccolo ufficio, una scrivania, un computer con collegamento ad Internet, una stampante, uno scanner a fascicolatore ed una linea telefonica con un fax.

E’ sempre necessario poter garantire la qualità del servizio, localizzarsi correttamente ed offrire servizi complementari dato che i primi concorrenti dell’agenzia di infortunistica stradale sono gli studi legali.

Il patrocinatore stragiudiziale opera per conto del proprio assistito per ottenere il migliore risarcimento possibile, inquadrabile come il giusto risarcimento, offrendo la possibilità di riparare il veicolo, di poter fare visite specialistiche e terapie di recupero funzionale.